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Sicurezza sul lavoro

RSPP: chi è il responsabile del servizio di prevenzione

Pubblicato il 17 maggio 2019 · aggiornato il 12 ottobre 2026 · Redazione Safety & Quality

L’RSPP è il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione: la persona, scelta dal datore di lavoro e in possesso dei requisiti dell’art. 32 del D.Lgs. 81/08, che coordina il servizio e aiuta l’azienda a individuare i rischi, proporre misure di prevenzione e organizzare informazione e formazione dei lavoratori.

Aggiornamento. L’articolo risale al 2019. Da allora gli accordi Stato-Regioni sulla formazione di RSPP, ASPP e datori di lavoro sono stati rivisti più volte, e le durate dei corsi indicate in origine vanno lette con cautela. Verifica sempre i requisiti formativi vigenti.

Che cosa fa l’RSPP

L’RSPP lavora per il datore di lavoro e dipende da lui. I suoi compiti principali sono:

  • individuare i fattori di rischio e collaborare alla loro valutazione;
  • proporre misure preventive e protettive e i relativi sistemi di controllo;
  • elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività;
  • proporre programmi di informazione e formazione;
  • informare i lavoratori sui rischi e sulle misure adottate;
  • partecipare alle consultazioni sulla tutela della salute e sicurezza e alla riunione periodica annuale.

Insieme al medico competente e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) contribuisce alla redazione del DVR e alla definizione degli obiettivi del sistema di gestione della sicurezza.

Requisiti per svolgere il ruolo

Secondo il D.Lgs. 81/08 servono in generale:

  • un titolo di istruzione secondaria superiore o superiore;
  • un attestato di frequenza a specifici corsi di formazione, adeguati alla natura dei rischi dell’attività, con verifica dell’apprendimento;
  • l’aggiornamento periodico previsto dagli accordi vigenti.

Nel testo originale si parlava di corsi da 16, 32 o 48 ore in base al livello di rischio (basso, medio, alto): sono le durate dei percorsi per il datore di lavoro che assume direttamente il ruolo di RSPP. Per i professionisti la formazione è strutturata in moduli, la cui durata e i cui contenuti dipendono dall’attività e dagli accordi in vigore.

Interno, esterno o datore di lavoro

L’incarico può essere ricoperto da:

  • un dipendente dell’azienda, con i requisiti di legge;
  • un consulente esterno, che offre competenza e indipendenza;
  • il datore di lavoro stesso, nei casi previsti dalla norma e con la formazione prevista.

A ciascun datore di lavoro corrisponde un RSPP. Possono essere designati anche uno o più ASPP, addetti che collaborano con il responsabile.

Quando il servizio deve essere interno

L’art. 31, comma 6 del D.Lgs. 81/08 impone un servizio di prevenzione interno, tra l’altro, per:

  • aziende industriali soggette a obblighi di notifica o rapporto per il rischio di incidenti rilevanti, o con più di 200 lavoratori;
  • centrali termoelettriche;
  • impianti e laboratori che usano sorgenti di radiazioni ionizzanti nei casi previsti;
  • aziende per la fabbricazione e il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;
  • industrie estrattive con più di 50 lavoratori;
  • strutture di ricovero e cura, pubbliche e private, con più di 50 lavoratori.

Fuori da questi casi l’incarico può essere affidato a una persona o a un servizio esterno.

Perché un RSPP esterno può convenire

Per molte PMI un professionista esterno è una scelta pratica: porta esperienza trasversale a più settori, aggiornamento costante sulle norme e un punto di vista indipendente. Occorre però che conosca davvero l’azienda, visiti i luoghi di lavoro e sia coinvolto nelle decisioni.

Prima di conferire l’incarico è utile verificare:

  1. titoli e attestati con relativi aggiornamenti;
  2. esperienza nel settore di attività;
  3. modalità di presenza in azienda e reperibilità;
  4. contenuto del contratto e delle responsabilità.

La riunione periodica

Nelle aziende che superano le soglie previste, il datore di lavoro convoca almeno una volta l’anno una riunione con RSPP, medico competente e RLS per esaminare DVR, infortuni, sorveglianza sanitaria e programmi di formazione. Anche nelle realtà più piccole è buona prassi un confronto periodico.

Errori frequenti

  • Nominare un RSPP solo sulla carta.
  • Non aggiornare la formazione.
  • Non fornirgli informazioni su cambiamenti di macchine o mansioni.
  • Non coinvolgerlo negli acquisti e nelle modifiche organizzative.

Differenza tra RSPP, ASPP e datore di lavoro

L’RSPP coordina il servizio, gli ASPP collaborano con lui su specifiche attività, mentre il datore di lavoro resta il titolare degli obblighi di sicurezza e delle decisioni finali. L’RSPP propone e consiglia; non sostituisce l’imprenditore nelle scelte organizzative e di spesa. Per questo il dialogo costante tra le due figure è decisivo.

Come può aiutarti Safety & Quality

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Domande frequenti

Chi nomina l'RSPP?

Il datore di lavoro, che sceglie una persona in possesso dei requisiti di legge. Può essere un dipendente, un consulente esterno o il datore di lavoro stesso nei casi consentiti.

L'RSPP può essere esterno all'azienda?

Sì, in generale. Fanno eccezione i casi in cui il D.Lgs. 81/08 impone un servizio di prevenzione interno, come alcune industrie a rischio rilevante, centrali termoelettriche, industrie estrattive e strutture sanitarie sopra determinate soglie di lavoratori.

Quanti RSPP può avere un'azienda?

Il datore di lavoro designa un RSPP. Può affiancargli uno o più addetti al servizio (ASPP).

L'RSPP è responsabile degli infortuni?

L'RSPP è un consulente interno o esterno del datore di lavoro: coordina il servizio e propone misure. Le responsabilità specifiche dipendono dai fatti e dalle norme applicabili, per cui vanno valutate caso per caso.

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