Aggiornamento: l’articolo nasce nel 2019 e richiamava il T.U. dell’apprendistato (D.Lgs. 167/2011). La disciplina oggi in vigore è contenuta nel D.Lgs. 81/2015, che l’ha sostituita, e molti dettagli (durate, ore, retribuzione) dipendono dal CCNL applicato e dagli accordi regionali. Verifica sempre la normativa vigente prima di impostare un percorso.
L’apprendistato professionalizzante è un contratto di lavoro finalizzato a ottenere una qualifica professionale e prevede due tipi di formazione obbligatoria: quella professionalizzante svolta in azienda e quella di base e trasversale. L’azienda deve pianificarla, documentarla e affiancare l’apprendista con un tutor.
Che cos’è l’apprendistato professionalizzante
È un rapporto di lavoro che unisce occupazione e formazione. L’apprendista lavora e, nello stesso tempo, acquisisce competenze tecniche e trasversali che gli permettono di raggiungere una qualifica riconosciuta. L’azienda ha quindi un doppio ruolo: datore di lavoro e soggetto formatore.
Per quanto riguarda la durata, lo schema generale indica:
- un minimo di 6 mesi, con regole specifiche per i lavori stagionali;
- un massimo di 3 anni, estendibile fino a 5 per alcune attività artigiane.
In ogni caso la figura del tutor o referente aziendale è parte integrante del percorso.
Le due componenti della formazione
Formazione professionalizzante
Riguarda le competenze tecnico-professionali del mestiere ed è a carico dell’impresa, anche sul piano economico. La sua durata e i contenuti sono definiti dagli accordi interconfederali e dai contratti collettivi nazionali.
Formazione di base e trasversale
Completa la parte professionalizzante con temi comuni a più professioni. Le Regioni la organizzano attraverso un’offerta pubblica finanziata, entro i limiti delle risorse disponibili. Quando il servizio pubblico non è utilizzato o non è disponibile, l’azienda può rivolgersi a una agenzia formativa accreditata.
Quante ore di formazione di base servono
Il monte ore dipende dal titolo di studio dell’apprendista:
| Titolo di studio | Ore di formazione di base e trasversale |
|---|---|
| Nessun titolo, licenza elementare o media | 120 |
| Diploma di scuola secondaria di II grado o qualifica/diploma IeFP | 80 |
| Laurea o titolo equivalente | 40 |
Sono valori di riferimento: prima di programmare le attività è bene controllare gli accordi regionali e il CCNL che si applica al rapporto.
Come si svolge la formazione in azienda
La formazione on the job non può essere improvvisata. Per essere valida deve essere:
- intenzionale, cioè costruita sugli obiettivi del Piano Formativo Individuale;
- programmata, con un calendario e un ambiente adatto;
- monitorata e verificabile, con gli esiti riportati nel libretto formativo;
- seguita da un tutor o referente con competenze adeguate;
- separata dalla produzione, in luoghi idonei e nel rispetto delle norme su salute e sicurezza;
- documentata in un registro formativo conservato in azienda.
Può essere erogata anche da un’agenzia formativa accreditata, con formatori interni o esterni, e progettata con il contributo di un esperto di valutazione degli apprendimenti.
Il Piano Formativo Individuale (PFI)
Il PFI è il documento centrale: definisce gli obiettivi da raggiungere entro la fine dell’apprendistato e le competenze da sviluppare anno per anno. Tutta la formazione svolta deve fare riferimento a esso. Redigerlo con cura aiuta l’azienda anche in caso di verifiche, perché dimostra che il percorso è stato progettato e non lasciato al caso.
Errori frequenti da evitare
- Considerare formazione il semplice affiancamento senza traccia scritta.
- Non aggiornare il registro formativo.
- Dimenticare la formazione sulla sicurezza, che si somma agli obblighi dell’apprendistato.
- Non rilasciare una attestazione delle competenze alla fine di ogni annualità.
Perché investire nella formazione degli apprendisti
Un percorso ben progettato non è solo un obbligo. Aiuta l’azienda a trasferire competenze in modo ordinato, a ridurre gli errori dei primi mesi e a valutare se il giovane è adatto al ruolo. Per l’apprendista, chiarezza su obiettivi e tempi significa motivazione maggiore.
Nei settori a maggior rischio, come edilizia, manifattura e ristorazione, si aggiunge la formazione sulla sicurezza prevista dal D.Lgs. 81/08, da pianificare fin dall’ingresso in azienda.
Come può aiutarti Safety & Quality
Safety & Quality supporta le aziende nella pianificazione degli interventi formativi con un calendario condiviso tra impresa, tutor e apprendista, nella predisposizione dei registri formativi e nel rilascio della certificazione delle competenze per ogni annualità. Scopri i corsi di formazione, approfondisci gli obblighi di sicurezza sul lavoro o contattaci per un confronto sul tuo caso.
Domande frequenti
Quanto dura l'apprendistato professionalizzante?
In generale da un minimo di 6 mesi a un massimo di 3 anni, con possibili durate maggiori per le attività artigiane previste dalla contrattazione collettiva. I periodi esatti vanno verificati nel CCNL applicato.
Quante ore di formazione di base e trasversale spettano all'apprendista?
Secondo lo schema richiamato dalla prassi, 120 ore senza titolo o con licenza media, 80 ore con diploma e 40 ore con laurea. Conviene controllare gli accordi regionali e il CCNL in vigore.
Che cos'è il Piano Formativo Individuale?
È il documento che definisce gli obiettivi formativi dell'apprendista e le competenze da raggiungere a fine percorso. Guida la formazione svolta in azienda.
Chi può fare formazione in azienda agli apprendisti?
Soggetti con capacità ed esperienza documentate, compresi i tutor aziendali, purché la formazione sia formalizzata, pianificata e registrata.